Il ginseng, la pianta uomo

Avete mai sentito parlare del ginseng? Sicuramente sì, vi racconto la sua storia partendo dalla Cina e le sue strabilianti proprietà benefiche contro il male più diffuso dei nostri tempi: lo stress.

…che la forza sia con te!

Origini leggendarie ed etimologia

Una antica leggenda racconta che tanto tempo fa gli abitanti di un villaggio udirono per 3 notti consecutive un lamento proveniente dalla foresta. Scoprirono quindi che i lamenti arrivavano da sotto un grande albero. Scavarono e trovarono una grossa radice dalla forma umana con braccia e gambe ben evidenziate. Diedero quindi il nome a questa pianta: Gin-Seng, che significava la pianta uomo.

Un po’ come la storia della radice di Mandragora.

Da quella volta, si ritenne che il ginseng fosse la panacea di tutti i mali e quindi i Greci e i Latini lo nominarono proprio di Panax. Fu considerata una pianta in grado di prolungare la vita, ma essendo parte della tradizione cinese per tanto tempo si vide come parte dell’immaginario di quel popolo; e quindi, sottovalutata dalla medicina occidentale.

Oggi invece, ci sono tantissimi studi sui benefici sul ginseng che rimane il re dei medicamenti vegetali nel mondo.

Varietà e proprietà del ginseng

Esistono due varietà. Una bianca (ginseng non trattato) e una rossa (ginseng trattato con vapore e quindi più forte). Entrambi contengono diverse saponine e polisaccaridi. Ma, la migliore specie è il ginseng coreano.

Una delle sue più importanti qualità è di essere un adattogeno, ossia fa adattare allo stress il corpo in modo da non subirne le conseguenze. É un antagonista competitivo dei recettori ACTH del surrene. Ciò significa che quando c’è troppo cortisolo in giro, il ginseng ne blocca la produzione. Mentre, quando ce n’è troppo poco, stimola il recettore a produrlo.

Una panacea contro lo stress: impiego e controindicazioni

Il ginseng inoltre incita la produzione cerebrale di neurotrasmettitori che proteggono il cervello dallo stress, migliora la cognitività e quindi, è indicato per le persone che subiscono forti stress psichici.

Ha un effetto lento e quindi si fanno dei cicli di assunzione fino a tre settimane. Si evitano i periodi caldi perché per la medicina cinese è una pianta “calda” e per lo stesso motivo se ne evita l’assunzione negli stati febbrili. Raramente può dare insonnia, ipertensione, agitazione.

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“Tutte le cose sono belle in sé e più belle ancora diventano quando l’uomo le apprende. La conoscenza è vita con le ali”
Khalil Gibrain
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